RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA SUPERIORE

L’assegnazione di mansioni superiori avviene quando il datore di lavoro richiede al dipendente di svolgere - in via esclusiva o prevalente e in misura temporanea - mansioni “superiori”, cioè attività appartenenti ad un livello di inquadramento più elevato rispetto a quelle per le quali il lavoratore è stato assunto.
 
Nel caso in cui lo svolgimento delle mansioni superiori diventasse definitivo, il lavoratore ha diritto ad una promozione che lo porti ad appartenere al nuovo quadro di riferimento con un conseguente aumento salariale. Qualora questi diritti non dovessero essere riconosciuti, è lecito ricorrere per vie legali, intraprendendo una causa contro l’azienda per ottenere il riconoscimento della qualifica superiore e il relativo aumento retributivo.
 
A tal proposito, è bene chiarire la differenza tra questo concetto e quello di sovramansionamento: sebbene quest’ultimo preveda ugualmente l’assegnazione di mansioni superiori, tuttavia prende in considerazione unicamente persone non laureate e che quindi si trovano a svolgere attività altamente qualificate senza la laurea. Il sovramansionamento non dà alcun diritto al lavoratore a vedersi riconosciuta definitivamente la mansione superiore per la quale è stato adibito, ma casomai il lavoratore potrà ottenere una maggiore retribuzione per il periodo di tempo in cui ha svolto tali mansioni.

Assegnazione mansioni superiori nel rapporto di lavoro pubblico e privato

Nel rapporto di pubblico impiego, se il dipendente svolge delle mansioni superiori, tale esercizio “in nessun caso fa sorgere il diritto alla definitiva acquisizione della diversa qualifica”: ciò vuol dire che l’esercizio di mansioni superiori da parte del pubblico impiegato non ha come naturale conseguenza il diritto alla promozione automatica ad una nuova categoria lavorativa, ma solo quello alla retribuzione corrispondente. Questo avviene perché la Costituzione Italiana impone il pubblico concorso per tutti gli avanzamenti di carriera nel pubblico impiego (articolo 97, IV comma).
 
Nel settore privato, invece, l’assegnazione di mansioni superiori avviene quando vi è necessità di sostituire un lavoratore assente oppure in caso di particolari necessità organizzative che ricoprono un periodo di tempo limitato: in entrambi i casi, il dipendente riceverà il trattamento economico corrispondente al livello delle mansioni da lui svolte. Qualora però questo continui a svolgere le mansioni superiori, potrà richiedere di ottenere la promozione, cioè il definitivo riconoscimento della qualifica superiore.
 
Naturalmente, affinché tale riconoscimento sia legittimo, è necessario che lo svolgimento di mansioni superiori sia stato voluto espressamente dal datore di lavoro, che ha affidato al dipendente nuovi incarichi. Questo comporta che il dipendente non ha diritto né all’aumento di retribuzione né alla promozione se è stata sua la scelta di svolgere mansioni superiori.

Quali sono le condizioni per il riconoscimento della qualifica superiore

La Legge afferma che il datore di lavoro ha il potere di modificare unilateralmente (senza quindi chiedere al dipendente in questione) le mansioni da svolgere, assegnando al lavoratore delle mansioni superiori in via temporanea solo in questi casi:
 
  • sostituzione di un lavoratore assente (es. per maternità o per malattia) con il diritto alla conservazione del posto fino al rientro di quest’ultimo;

  • a prescindere dalle ragioni che le hanno richieste, le mansioni superiori possono essere svolte durante il periodo di tempo fissato dal contratto collettivo o per un periodo non superiore ai 6 mesi continuativi.
 
Oltrepassare tali limiti comporta il rischio che l’assegnazione temporanea a mansioni superiori possa diventare definitiva. Se ciò accade, il lavoratore ha il diritto di chiedere il riconoscimento della qualifica superiore ed ottenere così la promozione automatica.
 
Se stai cercando un avvocato diritto del lavoro a Milano che possa aiutarti nel riconoscimento delle mansioni superiori, potrai rivolgerti allo Studio Legale Mazzotta. Grazie alla sua expertise, potrà offrirti una consulenza finalizzata alla risoluzione del tuo caso.
Studio Legale Mazzotta
Via Raffaello Sanzio, 24
(20149) – Milano
Tel. 02.49480569
Cell. 339.8527988